Guardi un modello AI che ti scrive duecento righe funzionanti in dieci secondi e la domanda arriva da sola. Tra cinque anni io che ci sto a fare? Il ragionamento dietro a quella paura fila e sembra logica elementare, ma quasi sempre è sbagliata.
Questa è la prima di due puntate sul paradosso di Jevons, l’economista inglese che nel 1865 scrisse che più le macchine a vapore diventano efficienti, più carbone brucia l’Inghilterra.
Cosa c’entrano le mele, i cassieri di banca e i token di un modello AI? Spiego il meccanismo con un esempio, e poi lo metto alla prova su tre storie del passato che aiutano a capire il futuro. Una risposta c’è, ed è meno cupa di quella che temi, ma potrebbe non essere tutto rose e fiori. Da lì riparte la seconda puntata.
Per CTO, Software Architect, Lead Developer, e chiunque si stia chiedendo cosa farà da grande ora che l’AI scrive codice. Sull’AI dentro i sistemi che esistono già c’è la puntata L’architettura dell’AI agentica in Delphi, e tutte le altre stanno su While True Do;.
Fonti
- W. S. Jevons, “The Coal Question” (1865), testo integrale. La frase citata sta nella sezione VII della seconda edizione, quella del 1866.
- James Bessen, “Toil and Technology”, IMF Finance & Development, marzo 2015, per i numeri su cassieri e filiali.
- SlashData, “Global developer population trends 2025”, per la popolazione degli sviluppatori nel mondo.
- OpenRouter, “GPT 5.6 Discounts & Jevons Paradox”, 25 agosto 2026, per i numeri sui token.
- IEEE Milestone sull’A-0 di Grace Hopper e John Backus, “Programming in America in the 1950s” (1976), sull’“automatic programming” degli anni Cinquanta.
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A cura di Daniele Teti e bit Time Professionals.